01/gen/2013

Calli, duroni, occhi di pernice ai piedi

prima e dopo
Chiamata anche ipercheratosi, si tratta di una normale risposta del corpo per proteggere i tessuti più profondi. Lo strato corneo più superficiale della pelle, ovvero l’ultimo strato dell’epidermide, è infatti formato da cellule pavimentose stratificate, morte e prive di nucleo, e svolge funzioni protettive. Diventa patologica solo quando il suo accrescimento è ampio al punto da causare l’insorgenza di una sintomatologia dolorosa.
Potete avere un callo o un durone se notate uno dei seguenti segni:
  • Piccola massa di pelle indurita ed in rilievo,
  • Zona di pelle ispessita e ruvida,
  • Pelle a scaglie, secca o dall’aspetto ceroso.
I calli e i duroni spesso vengono confusi, ma in realtà sono due disturbi diversi. Vediamo:

    I duroni sono più estesi dei calli e non hanno un centro più duro, circondato da una zona di pelle più o meno infiammata. Rappresentano una diffusa area di ipercheratosi di uguale spessore, localizzata solitamente nello spazio retro ed inter metatarsale. Un durone appare meno circoscritto di un callo, presenta una estensione maggiore ed è privo di un nucleo centrale. Può essere doloroso oppure non esserlo. Esistono due sottotipi di duroni: i duroni diffusi e i duroni nucleati. Questi ultimi sono spesso confusi con le verruche plantari, dal momento che entrambi sono lesioni dolorose caratterizzate dalla presenza di un tappo cheratinico centrale. La palpazione della lesione può aiutare a distinguere. I duroni nucleati plantari sono infatti più sensibili alla pressione diretta dall'alto in basso, mentre una verruca appare più sensibile ad una compressione laterale.  I duroni, se vengono compressi, possono fare male.


    I calli di solito si sviluppano sulla pianta dei piedi, soprattutto sotto i polpastrelli delle dita o sotto le teste metatarsali. I calli di norma sono rilevatezze giallastre, ma possono anche variare da bianchi a grigi, circoscritte con forma quasi sempre regolare caratterizzate da un cuore centrale conico di cheratina che può causare dolore ed infiammazione.
occhio di pernice
Tendono a svilupparsi nelle parti dei piedi su cui non si scarica direttamente il peso, ad esempio sulla sommità e sui lati delle dita e spesso all’esterno dell’alluce o del mignolo, i due punti che risentono di una maggiore pressione, ma possono anche trovarsi nelle zone su cui si scarica il peso oppure addirittura tra le dita. Il termine heloma, dal greco helus, o “cuneo di sasso”, viene utilizzato dai professionisti sanitari per identificare la presenza di un callo. Può essere anche molto dolente e spesso evolve in igroma e successivamente in borsite se non trattato.
Possono essere distinti in due sottotipi differenti: i calli duri, o heloma durum, e i calli molli, o heloma molle. Di quelli duri abbiamo fin qui parlato. Quelli molli non sono duri come gli altri grazie all’umidità assorbono fra un dito e l’altro, una considerevole quantità proveniente dal sudore e che induce una macerazione caratteristica e, a volte, una infezione secondaria fungina o batterica.Vengono comunemente anche chiamati occhi di pernice e detti anche calli infradito. A volte è possibile riscontrare la presenza di due lesioni opposte che vengono soprannominate dagli esperti “kissing lesions”.

I calli sono ormai considerati i sintomi della cosiddetta “malattia della scarpa” tanto che non si ha evidenza della loro formazione nelle popolazioni che non fanno uso delle calzature.


Ci sono casi in cui la formazione di ipercheratosi è riconducibile ad una causa non biomeccanica, cioè può essere causata da patologie sistemiche, infezioni della pelle da parte di batteri o virus.

Se avete il diabete od altre patologie che ostacolano la circolazione del sangue nei piedi, i calli e i duroni corrono un rischio maggiore di complicazioni. Chiedete assolutamente consiglio al medico su come affrontarli.

Richiedi sempre un parere professionale, se non l'hai già, per assicurarti che la tua valutazione sia corretta. Intervenire appena si scopre il callo, specie se c'è dolore, può essere un ottimo campanello d'allarme per problemi del piede che, se sottovalutati, possono portare a vere e proprie malattie dell'apparoto locomotore.